Ultima modifica: 24 Gennaio 2011

27 Gennaio: Giorno della Memoria – proiezione del film “Monsieur Batignole”

Il 27 gennaio del 1945 i soldati dell’Armata Rossa entravano ad Auschwitz.
L’abbattimento dei cancelli del più vasto campo di sterminio nazista svelò al mondo intero il più atroce orrore della storia dell’umanità: la Shoah.

Dalla fine degli anni ’30 al 1945 in Europa furono deportati e uccisi circa sei milioni di ebrei.
Con la legge 211 del 20 luglio 2000, la Repubblica italiana ha riconosciuto la giornata del 27 gennaio come Giorno della Memoria.
“In occasione del Giorno della Memoria […] sono organizzati […] momenti […] di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado […] in modo da conservare … la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia […] affinché simili eventi non possano mai più accadere.”

Per ricordare, l’Istituto Comprensivo di Cesate ha organizzato, in collaborazione con la Biblioteca Civica, la proiezione di un film sulla tragedia della Shoah – “Monsieur Batignole” di Gérard Jugnot – a cui assisteranno gli alunni di 5^ elementare e 3^ media nella settimana dal 24 al 28 gennaio.
Gérard Jugnot – che è insieme regista e protagonista del film – ci offre una storia sulla Shoah narrandola sul registro della commedia.
Con Batignole si sorride, alle volte si ride e si seguono le peregrinazioni della fuga e della trasformazione interiore con divertita ansietà.
Il film ha il pregio di parlare della tragedia della Shoah calandola nella quotidianità di personaggi “normali”, in cui si può rispecchiare l’uomo comune con tutti i suoi piccoli problemi quotidiani  ma con incredibili, anche se spesso nascoste, doti di umanità.

La trama

Il protagonista, Edmond Batignole, è un salumiere parigino. Vive in un piccolo appartamento sopra il suo negozio con la moglie, la figlia e il fidanzato di quest’ultima.
Nel 1942, in una Parigi oppressa dall’occupazione tedesca, si consuma la tragedia della famiglia Bernstein, la famiglia di origine ebraica del secondo piano. I Bernstein – padre, madre e due figli maschi – tentano di salvarsi dalla deportazione nei campi di concentramento fuggendo in Svizzera, ma l’odioso fidanzato della figlia di Batignole, un aspirante scrittore arrogante, senza scrupoli e collaboratore dei nazisti, li denuncia alla polizia francese che li riconduce verso il loro destino di morte.
Batignole sa perfettamente che gli “ebrei del secondo piano” saranno condotti verso ignota destinazione. Sa sin dall’inizio – anche quando accetta, dietro le insistenze della moglie insopportabile e gretta e della la figlia ambiziosa e opportunista, di prendere possesso dell’appartamento degli sventurati – che non torneranno. Batignole però nel fondo dell’anima ha dei principi che aspettano l’occasione per venire a galla. La spinta è l’inaspettato ritorno di Simon, il più piccolo della famiglia, che è riuscito a scappare prima di salire sul treno diretto ai campi di concentramento.
Con il ritorno di Simon inizierà la metamorfosi di Batignole: il bottegaio con pochi scrupoli, la cui principale preoccupazione è quella del guadagno, diventa “eroe per caso” passando dall’indifferenza alla presa di coscienza dell’ingiustizia.
Batignole non è un supereroe bello, forte e coraggioso, ma un uomo comune messo di fronte ad una situazione straordinaria, un uomo messo dalla vita davanti ad una scelta improvvisamente chiara.
Batignole non può più nascondersi dietro un “non sapevo”: deve scegliere se aiutare o no. Davanti a Batignole non ci sono più alibi, deve scegliere ciò che è giusto fare.
E Batignole sceglie di fare la cosa giusta.
Questa scelta lo condurrà, pur di salvare Simon, a commettere un omicidio, a recidere i legami con la sua famiglia e ad intraprendere un viaggio pieno di pericoli per tentare di raggiungere la neutrale Svizzera, terra di salvezza per Simon e le sue due cuginette, anch’esse scampate alle grinfie dei nazisti.
La metamorfosi di Batignole sarà completa quando arriverà ad immedesimarsi nella vittima e, dinanzi all’interrogatorio di un poliziotto francese, “diverrà ebreo” assumendo non solo le difese ma anche il punto di vista del perseguitato.